Esplicazione dell'autore

 

(riguardo i propri interventi)

 

Quale via prediligere?

 

Quale filodia? Quale gnomica del metodo conoscitivo?

 

In questo spazio di discussione si utilizzano sinergicamente quattro approcci che si intende esplicitare: i ragionamenti di Joseph De Maistre, pensatore legittimista a cavallo fra '700 e '800, il quale presenta una notevole lucidità di analisi dei fenomeni della consuetudine e della nomopoiesi positiva; il pensiero di Salvatore Satta, il quale, benchè insigne giurista, ragiona spesso in senso filosofico sul diritto senza perdere la tipica praticità dei grandi giuristi classici; il Prof. A. G. Conte, dell’Università di Pavia, alla cui luminosa sorgente mi assetai del sacro fuoco del Logos nell’anno 1994-1995, grande pensatore e studioso di filosofia del diritto e in particolare di logica e di linguaggio normativo, e Heinz Von Foerster, il Socrate del novecento, matematico, cibernetico, pensatore organizzativo, costantemente coinvolto sulla questione del "metodo".

 

Facendo lavorare in sinergia questi tre approcci partiamo quindi dall'evidenza pratica del diritto quale prassi ricorrente e quale prassi ricorrente processuale e giurisprudenziale.

 

I ragionamenti espressi e le tracce accennate in questo spazio sono derivano da anni di osservazione ragionata delle prassi giurisprudenziali del processo penale davanti al Giudice monocratico in una città di provincia del nord Italia.

 

Ovviamente non possedendo né gli strumenti, né il tempo e né il contesto organizzativo per poter strutturale una ricerca di tipo accademico gli interventi dell’autore vanno considerati per quello che sono: idee e stimoli per un’operazione culturale, anticipazioni intuitive e riflessive per un libero “ragionamento  sul metodo” e una teoria del metodo che siano in particolare “clima” e “habitat” piuttosto che assioma o postulato !

 

Come si vedrà l’autore predilige gli aforismi, i paradossi, i giochi come tecnica di critica, discussione e ri-costruzione.

 

Possiamo dire che si tratta di scelta lucidamente pragmatica e antipositivistica.

 

 

Milano 6 06 2006

 

Avv. Giacomo Maria Prati 

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